Telelavoro, una nuova possibilità da regolamentare – Verona In

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Lo smart working è un segmento della trasformazione del lavoro nel tempo dell’economia digitale, ed è auspicabile che il sindacato lo faccia oggetto di una specifica piattaforma rivendicativa.

Tra i molti problemi determinati dalla diffusione del Corona virus, come una paura che può trasformarsi in panico di fronte a effetti sconosciuti e del tutto nuovi, o a una preoccupante incertezza di fronte agli errori di una comunicazione sommaria, esistono anche delle opportunità derivanti dai vincoli e sacrifici obbligati per sconfiggere il virus, e dalla mutazione degli stili di vita.

Tra queste opportunità, acquista una particolare rilevanza sociale la possibile diffusione del telelavoro (smart working), o lavoro a casa, per far fronte al necessario provvedimento della chiusura di fabbriche ed uffici. Sul telelavoro, cioè sulla possibilità di svolgere la propria prestazione lavorativa in ambiente domestico utilizzando le tecnologie digitali, nel nostro Paese, si discute da oltre vent’anni con scarsi risultati, tanto che, anche in questo ambito, siamo fanalini di coda in Europa con una diffusione striminzita del 2%, lontano dalla media europea del 11,6%.

Se teniamo presente che nel Regno Unito siamo al 20%, in Francia al 16,6%, in Germania all’ 8,6%, mentre nei Paesi del Nordeuropa siamo attorno al 25%, ci rendiamo conto di quanto ci sia ancora da fare, sia nel settore privato che nella Pubblica Amministrazione. Va sottolineato che il telelavoro richiede livelli di autonomia e di competenza mediamente maggiori del lavoro dipendente, oltre che un migliore rapporto tra lavoro e vita privata, e consente la riduzione dei tempi e dei rischi connessi allo spostamento casa-lavoro.

La diffusione del telelavoro rimane un parametro che indica l’adozione di un modello organizzativo legato alla cultura di risultato come elemento determinante della qualità del lavoro. Sono perciò necessari investimenti in tecnologia, in formazione dei lavoratori coinvolti, e nel superamento della diffidenza dei dirigenti e dei lavoratori.

In tal senso il telelavoro rappresenta un segmento della trasformazione del lavoro nel tempo dell’economia digitale, ed è auspicabile che il sindacato lo faccia oggetto di una specifica piattaforma rivendicativa per innovare la regolazione di questa parte del nuovo lavoro e ridurre il suo grado di precarietà.

Luigi viviani

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