Osservatorio Findomestic: giù auto e beni durevoli, boom eCommerce e spesa IT – Teleborsa

Osservatorio Findomestic: giù auto e beni durevoli, boom eCommerce e spesa IT

(Teleborsa) – La pandemia di Covid ha generato uno tsunami sui consumi, stravolgendo completamente le abitudini delle famiglie, più focalizzate sull’oggi e sul benessere, meno sui beni durevoli, fatta eccezione per la passione di sempre, la casa. E’ quanto emerge dall’Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia, giunto alla 27esima edizione.

Beni durevoli giù

A fare le spese della crisi sono soprattutto i consumi di beni durevoli, che perdono l’11,4% a 61,3 miliardi di eurodopo sei anni di crescita consecutiva. Nei primi due trimestri dell’anno i durevoli hanno subito un calo rispettivamente del 20,8% e del 31,1%, per arrivare poi al rimbalzo del 13% nel periodo compreso fra luglio e settembre. Il loro peso sui consumi totali è sostanzialmente stabile al 6,3%. v I cali più pesanti si registrano in Lombardia (-12,7%), Veneto (-12,4%) e Marche (-12%).

“L’andamento dei consumi riflette i cambiamenti radicali innescati dall’emergenza sanitaria”, afferma Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic, spiegando che “l’esplosione dello smart working e della didattica digitale integrata ha restituito centralità alla dimensione familiare, orientando il lifestyle verso la funzionalità, la sicurezza e il comfort degli ambienti domestici”.

Auto in forte difficoltà eccetto quelle green



La spesa per i veicoli (auto nuova, usata e due ruote) si riduce del 15,7%, grazie all’effetto incentivi, che ha controbilanciato il crollo registrato durante il lockdown. Soffre di più il nuovo (-19,3%) che l’usato (-13%), mentre crescono (+8,9%) le vetture ad alimentazione alternativa – GPL, metano, ibride ed elettriche – e contengono il danno le vendite di motoveicoli (il calo si ferma all’8,3%). Secondo l’Osservatorio Findomestic, società di credito al consumo del Gruppo BNP Paribas, il mercato dei veicoli chiuderà il 2020 a quota 33,5 miliardi.

Tiene la casa hi-tech



Torna in auge la casa con andamenti divergenti per le due macro categorie: alla dinamica negativa dei mobili (-10,6%) fa da contraltare la perfetta stabilità della tecnologia consumer (-0,1%). Lo stare più in casa e la diffusione dello smartworking e della DAD hanno fatto crescere il valore di segmenti chiave legati alla trasformazione tecnologica della casa come l’Information Technology (+23,5%) e i piccoli elettrodomestici (+9,5%). Tra i prodotti di maggior successo figurano webcam (+60,3%), PC portatili (+53,1%) ed anche tablet (+20,7%).

Boom dell’eCommerce



Ai numeri dell’I.T. contribuisce anche lo sviluppo dell’e-commerce, che incide sugli acquisti con una quota del 26,5% segnando un’accelerazione del 53% rispetto allo scorso anno. Da segnalare che, secondo l’Osservatorio, oltre la metà degli italiani – per la precisione il 56% – preferisce oggi comprare su Internet anziché in negozio. È la prima volta che i canali digitali scavalcano quelli fisici nelle intenzioni d’acquisto. Tendenza che, seppur condizionata da variabili contingenti come le chiusure delle attività o le limitazioni alla mobilità, si è andata via via consolidando anche con l’allentamento delle restrizioni tant’è che oggi il 44% dichiara di acquistare di più su web rispetto all’era pre-Covid.

Soffre il credito al consumo



Il mercato del credito al consumo, come certificano i dati Assofin, registra dopo i primi 10 mesi dell’anno una flessione delle erogazioni del 22,2%: un inevitabile contraccolpo della caduta dei consumi determinata dalla crisi pandemica. Findomestic mostra, alla fine di ottobre, un andamento leggermente migliore rispetto alla media: -20,6%.