Una riunione, poi un bagno con le tartarughe: così si lavora da remoto a Barbados – Vanity Fair Italia

Il mondo del lavoro è diventato più vasto, almeno geograficamente. Complice il boom indotto del lavoro a distanza, si moltiplicano le occasioni per lavorare in luoghi non convenzionali, in alcuni casi anche paradisiaci. È il caso, ad esempio, di Barbados che ha istituito un visto per lavorare e vivere dalle sue spiagge dorate per un anno.

Un’opportunità golosa sia perché l’isola conta una diffusione contenuta del Covid19 sia perché è attrezzata per i lavoratori da remoto. «L’isola di Barbados vanta la connessione Internet e servizi mobili in fibra più veloci dei Caraibi, con un ampio ventaglio di uffici flessibili dove tutti possono svolgere il proprio lavoro.

Inoltre, il paese vanta un’eccellente assistenza sanitaria e un elevato livello di istruzione, rendendolo così perfetto anche per tutti coloro che desiderano venire a Barbados insieme alla famiglia» ha sottolineato Sunil Chatrani, presidente del Barbados Tourism Marketing.

Così, non sono pochi i lavoratori da remoto che hanno optato per il Barbados Welcome Stamp – così si chiama il visto e nella gallery trovate le coordinate per richiederlo – e trasferito il loro ufficio fronte mare cristallino. Fra questi ci sono anche dodici italiani, come ci fanno sapere dall’ente del turismo dell’isola. Una percentuale contenuta rispetto ad altre nazioni che sia geograficamente sia linguisticamente sono più prossime a Barbados. La maggior parte dei lavoratori che hanno portato il pc a Barbados, circa 2800 a metà novembre secondo quanto riporta Insider, sono infatti prevalentemente statunitensi, canadesi e inglesi.

La semplicità del Barbados Welcome Stamp ha attirato per esempio Matt Schwartz, un giovane ingegnere informatico statunitense. «Mi è costato uno sforzo di cinque minuti. Ora ho una connessione stabile, una stanza adibita a ufficio, e il tutto è più conveniente che a San Francisco» ha commentato.

Certo, il costo della vita viene valutato in base a ciò a cui si è abituati. Mita Carriman è un’habitué del lavoro da remoto: dal 2017 come avvocata libera professionista ha fornito le sue consulenze da Bali, dalla Turchia e dal Vietnam, per citare solo alcuni «uffici». E rileva che Barbados «non è economica, ma è un compromesso. Qui mi sento al sicuro per la mia salute e a mio agio. Molte persone sono in lockdown mentre io no. Mi sento in paradiso».

C’è anche chi ha viaggiato e lavorato in mezzo mondo e ora vede in Barbados una possibile meta stabile per un po’, come la catalana Cris Torres. «Qui mi sono sentita al sicuro. Guardo l’alba prima di lavoro, faccio una passeggiata sulla spiaggia, ascolto gli uccelli e tutti sono felici».

Fridaouss Nabine e Kennedy Brown, due giovani ragazze afroamericane, hanno scelto l’isola sebbene non ci fossero mai state prima, anche per sottrarsi alle tensioni di matrice razzista che hanno attraversato gli Stati Uniti nei mesi scorsi. «Potersi svegliare senza provare ansia è molto più salutare» hanno commentato al giornale statunitense. «Alcune spiagge hanno il wifi e questo è un elemento rivoluzionario; ho avuto modo di stare seduta su un’amaca, fare un tuffo e poi continuare a lavorare» racconta Nabine.

Jamie e Jakki Prince, invece, l’isola la conoscevano: qui avevano trascorso diverse vacanze prima tornarci e scegliere di fermarsi fino ai primi mesi del 2021. Non hanno avuto bisogno di richiedere il Barbados Welcome Stamp perché i canadesi possono stare sull’isola per sei mesi grazie a un semplice visto turistico.

Poi c’è anche chi si è trasferito in gruppo e ha affittato un’intera villa sul mare, unendo esigenze lavorative e di studio. «Molte persone non lo fanno perché si raccontano che non è possibile. Ma in realtà non è affatto complicato se ci si impegna» osserva Robbie Schab, uno dei ragazzi del gruppo; «è un’occasione che capita una vola sola nella vita». Anche il suo compagno di avventura Ian Brodie, pur lavorando 11 ore al giorno anche per motivi di fuso orario, è entusiasta dell’esperienza: «stiamo lavorando dalla nostra veranda e in spiaggia. Ci svegliamo e facciamo un po’ di snorkeling, nuotiamo con le tartarughe, è figo».

(Foto: © Barbados Tourism Marketing).

LEGGI ANCHE

Consigli per evitare l’abbrutimento psico-fisico da smart working

LEGGI ANCHE

Ann-Marie Aguilar: «Per lavorare bene dobbiamo stare a contatto con la natura»

LEGGI ANCHE

Gli ostacoli che incontrano i neoassunti con un lavoro a distanza