Natale sul divano, le migliori serie TV da guardare durante le vacanze – Everyeye Serie TV

Un Natale atipico, perché senza viaggi, senza spostamenti, senza ricongiungimenti con la famiglia. Ma per chi non riuscirà a trascorrerlo in famiglia, così come per chi ce la farà, a tenerci compagnia ci saranno sempre le serie tv. Abbiamo pensato, quindi, di stilare un elenco delle sette serie che potrebbero accompagnarvi durante queste giornate di relax e di distaccamento dal lavoro, soprattutto se in smartworking.

Sette diverse tipologie di show, tra quelle un po’ più lunghe e quelle che invece in pochi episodi raccontano tutta la vicenda, tra il dramma e la commedia, tra il divertimento e la serenità. Tutte, in ogni caso, pronte ad arricchire il nostro Natale.


Tre giorni di Natale

Se cercate una serie da mordi e fuggi, dalla durata indolore, non potevamo non proporvi un’uscita di dicembre dello scorso anno. Tre giorni di Natale è composta da tre episodi e racconta la vita di Esther, Maria e Adela, impegnate a vivere tranquillamente in campagna, fino all’incontro con un fuggitivo nel bosco vicino casa. L’uomo decide di affidare alle tre ragazze la propria figlia, Valentina, chiedendole di proteggerla dall’arrivo della polizia. Le conseguenze scateneranno il classico effetto farfalla che si ripercuoterà per molti anni in avanti.

Non siamo nel pieno del clima natalizio, ma l’attenzione per i rapporti familiari e per la crescita che le tre sorelle, poi divenute quattro, rendono Tre giorni di Natale è un prodotto originale Netflix diverso nel suo stile e nel suo genere. L’imperfezione che accompagna una famiglia molto unita la farà sentire reale, vicina a noi e in grado di empatizzare con tutti gli spettatori che decideranno di ascoltare la storia di Esther, Maria e Adela, oltre che fare i conti con i loro segreti e dolori.

Qui la recensione di Tre giorni di Natale

Dash & Lily

Per accontentare anche un pubblico più leggiadro, in cerca di una serie che possa essere un accompagnamento non eccessivamente impegnativo alle feste di Natale, non potevamo non proporre una serie tra le più recenti pubblicate su Netflix. Dash & Lily mette in piedi una commedia da e per teenager, indirizzata a chi proprio non riesce a non separarsi da quel romanticismo fatto di zucchero filato e strenne rosse.

In otto episodi di circa mezz’ora l’uno, Austin Abrams e Midori Francis vestono i panni dei protagonisti, destinati a incontrarsi grazie a un quaderno recuperato in una libreria: il loro rapporto inizialmente sarà intenso ed epistolare, fino a diventare qualcosa di molto più grande nel tempo.

Una serie che strizza l’occhio ai romanzi di formazione, che può essere fruita sia da un pubblico giovanile, desideroso di scoprire qualcosa di molto più leggiadro e gioviale, ma anche per chi non ha mai abbandonato l’idea che l’amore a Natale vinca e trionfi su tutto. Ovviamente non aspettatevi risvolti sorprendenti, né una storia che possa lasciarvi a bocca aperta: Dash & Lily vuole solo ricordarvi il valore dell’amore, e abbracciarvi con dei colori accesi e tipicamente natalizi. Per dimenticarvi di tutto il negativo.

Qui la recensione di Dash & Lily

Torno per Natale

Siamo anche qui nel campo delle produzioni recenti di Netflix, arrivata lo scorso 27 novembre. Realizzata in Germania, allo stesso modo di Tre giorni di Natale, la serie si basa su tre episodi della durata di 45 minuti l’uno: un film suddiviso in tre diversi momenti, insomma, stavolta incentrato nella fredda terra tedesca.

Il nostro protagonista, Basti Kollinger, è un aspirante musicista, che lavora in un call center di Berlino: sperando di poter sfondare un giorno nella musica, con l’avvicinarsi del Natale iniziano le speranze anche di poter trascorrere le festività in serenità con la famiglia. È qui che Basti si sbaglia, perché il fratello, Niklas, ha pensato bene di presentarsi con accanto una nuova fidanzata, che però è una ex di Basti.

La serie mette a nudo i numerosi sentimenti mai sopiti del protagonista nei confronti del fratello e della sua ex, verso la quale ovviamente nutre ancora qualcosa: la rabbia, la gioia e il disagio di vedere Niklas amoreggiare con una sua vecchia fiamma. Grazie anche a qualche intuizione interessante della regia, che ci permette di avere una visione di come Basti immagina le vicende nella propria testa, rapportandole poi alla realtà, la commedia riesce anche a strapparci qualche sorriso, oltre a intrattenerci piacevolmente per quasi due ore.

Stranger Things

Il 2021 sarà l’anno della quarta stagione di Stranger Things, ma state tranquilli: esistono ancora persone che non hanno visto la serie cult di Netflix e che non sa di cosa stiamo parlando. Ci troviamo a Hawkins, una città immaginaria dell’Indiana, nel pieno degli anni Ottanta, periodo al quale la serie fa un enorme omaggio e dal quale attinge a piene mani.

Al centro della vicenda della prima stagione troviamo la sparizione del piccolo Will Byers e la comparsa di una bambina dai capelli rasati, apparentemente dotata di poteri psichici e fuggita da un laboratorio segreto. Il dodicenne Mike Wheelers, componente di un gruppo di ristretti amici fraterni, decide di proteggere la ragazzina, che decide di chiamare Undici, e nasconderla a casa propria, dando il via a numerose problematiche che porteranno il gruppo a entrare in contatto con il Sottosopra, un’oscura dimensione parallela al nostro mondo, popolato da strane creature.

Stranger Things è un ottimo modo per trascorrere un Natale intenso, ricordando le generazioni passate o conoscendole, preparandoci all’arrivo della quarta stagione, non ancora ben collocata all’interno del 2021. Su Netflix trovate le precedenti tre stagioni, disponibili dal luglio del 2016 e arrivate in maniera cadenzata nei tre anni successivi.

The Office

Cosa c’è di meglio di una serie dedicata a un disastrato gruppo di lavoratori costretti a condividere un open space nell’anno in cui abbiamo scoperto il fascino dello smartworking? Niente. Perché Michael Scott (un giovane Steve Carell) non finisce mai di andare di moda, con i suoi modi di fare totalmente fuori luogo, inopportuni e con atteggiamenti che metterebbero in imbarazzo qualsiasi persona, non solo collega di lavoro.

Ponetelo a capo di un’azienda che fa da succursale a una multinazionale della produzione di carta e avrete ottenuto una combinazione esplosiva per vedere che cosa è in grado di combinare Michael. E poi sarà il momento giusto per iniziare a dare un senso a tutti quei meme che vedete in giro per il web con il faccione di Steve Carell, senza magari riuscire a cogliere e comprendere il contesto.

The Office è disponibile su Amazon Prime Video, con le sue nove stagioni, pronta a raccontare la vita della Dunder Mifflin con uno stile da falso documentario, più di quanto abbia fatto Modern Family negli anni: qui non ci sono intermezzi, ma una serie intera girata a favore di camera, interagendo anche con l’operatore addetto alle riprese. Finirete per innamorarvi di alcuni personaggi, odiarne altri e identificare ogni vostro collega nel dipendente di turno: perché The Office racconta la realtà della vita professionale di ogni giorno. Sarà un Natale da ridere.

Natale con uno sconosciuto

Quest’anno, a voler rispettare le regole imposte dal Dpcm di Natale, non ci saranno i parenti che ci chiederanno quando ci laureiamo, quando ci sposiamo, dov’è la fidanzata, quando facciamo dei figli, ma immaginatevi di trovarvi nuovamente in questo contesto, per l’ennesima volta da quando avete superato i 18 anni, ed essere anche l’unica persona a tavola a esser single.

A Johanne è capitato e nella sua innevata Oslo, dove si percorrono le strade in slitta e ci si ghiaccia il naso come se niente fosse, è arrivato il momento di presentarsi a casa dei suoi genitori accompagnata da qualcuno. Il problema è capire chi sarà quel qualcuno.

Attraverso due stagioni, di cui la seconda pubblicata da pochissimo su Netflix, andrete a scoprire un mondo fatto di genuinità e di spensieratezza, ma comunque coinvolto dai sentimenti più rispettosi e aulici. Oslo sembra chiusa in una meravigliosa palla di vetro, così come la sua protagonista, una infermiera che spera solo di poter trascorrere il Natale con qualcuno per evitare le angherie dei fratelli e dei genitori. Starà a voi scegliere il vostro preferito e accompagnare Johanne in questo viaggio attraverso l’amore, natalizio o forse duraturo.

Qui la nostra recensione di Natale con uno sconosciuto.

This is Us

Questo Natale ci permetterà di ricordare, nel bene e nel male, quanto siamo legati alla nostra famiglia. Ci sarà chi non avrà la possibilità di riunirsi con i propri genitori, chi invece alla fine ci riuscirà e potrà ricordarsi quanto il tetto familiare gli sia mancato nel corso di quest’anno. Guardare tutti insieme, oppure in solitaria, This is Us non farà altro che amplificare questo concetto. Perché la serie scritta da Dan Fogelman, il sagace scrittore di Crazy, Stupid, Love e di Galavant, ci permette di entrare in un contesto familiare affascinante, sognante, che in qualche modo potremmo desiderare anche noi.

Con delle inevitabili venature drammatiche, costruite su una intricata, ma sempre precisa, rete di flashback e flashfoward, This is Us è una serie evento, per le sue capacità narrative e per la sua indubbia qualità. Verrà a toccare le corde più profonde della vostra vita quotidiana, facendovi riflettere sui rapporti che avete avuto con i vostri fratelli e sorelle, con i vostri amici, con i vostri partner e con i vostri genitori. Trovate le prime quattro stagioni su Amazon Prime Video, mentre su Sky e su NowTV ci sono i primi episodi della quinta stagione, in attesa anche della sesta stagione di This Is Us.