Lavorare in smartworking, Acea punto di riferimento | Giornalettismo – Giornalettismo

Acquisto di termoscanner e termometri, una app sviluppata internamente per monitorare i protocolli anti-contagio, una solida campagna di screening e un utilizzo sapiente dello smartworking: sono tra gli strumenti che hanno permesso ad Acea di assicurarsi l’importante certificazione Biosafety Trust per la prevenzione e il controllo del coronavirus all’interno dell’azienda.

Il “Biosafety Trust” è un sistema di controllo che è partito nella primavera del 2020, proprio per far fronte all’emergenza coronavirus nei luoghi di lavoro: si tratta di un criterio molto selettivo per determinare lo stato di sicurezza negli ambienti collegate alle aziende, in modo tale da favorire la sicurezza dei lavoratori e da combattere la diffusione di infezioni nei luoghi frequentati da dirigenti e dipendenti.

I numeri messi in campo da Acea per mettere in sicurezza le proprie sedi sono stati davvero importanti: 5mila test sierologici, campagne informative, screening con tamponi molecolari o test rapidi salivari, 15mila persone (tra dipendenti e familiari) coperti da una speciale polizza Covid che garantisce un sostegno economico in caso di ricovero e altre forme di assistenza contestuali.

Lavorare in smartworking con Acea

Lavorare in smartwoking, inoltre, è diventato fondamentale per il gruppo Acea: l’azienda ha permesso ai propri dipendenti di arrivare fino all’85% del proprio orario di lavoro da remoto. Una buona prassi che, oltre a difendere la popolazione aziendale dal coronavirus, offre degli scenari interessanti anche per il futuro. La tecnologia al servizio della sicurezza, insomma, e del benessere aziendale, come dimostrano anche le 86mila tra call e videocall e gli oltre 15mila meeting online: un passaggio essenziale non soltanto per ottenere le garanzie di un ambiente di lavoro sicuro, ma anche per effettuare il salto definitivo verso le forme di produttività del futuro.

Per quanto riguarda lo smartworking, poi, è stato senz’altro fondamentale il cosiddetto progetto E.L.E.N.A (attivo dal 2016 e vero e proprio punto di partenza per il Gruppo in questo ambito), che è stato coordinato dal dipartimento Pari Opportunità della presidenza del Consiglio e che si è avvalso anche della collaborazione scientifica dell’Università Bocconi di Milano. Su una popolazione lavorativa di 200 persone, infatti, si è avuto modo di dimostrare che la produttività, per quanto riguarda il lavoro agile, è aumentata del 3-4%, con un tasso di assenze inferiore e un aumento di oltre 6 punti percentuali nella soddisfazione per il bilanciamento tra lavoro e vita privata. Un altro indicatore fondamentale – centrale nei processi decisionali aziendali – per la ridefinizione di un nuovo concetto di attività produttiva.

Ovviamente, Acea – che si occupa di gestione e controllo di reti e servizi nei settori dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente – ha anche delle specificità che la portano ad avere un numero rilevante di persone operative sui territori, per le quali il lavoro da remoto non è possibile. Nonostante ciò, la multiservizi ha cercato di aumentare gli standard di sicurezza anche per loro, riuscendo a raggiungere obiettivi importanti anche da questo punto di vista. Non è da escludere che nel periodo post pandemia questo diverso rapporto tra aziende e dipendenti possa diventare la nuova normalità nella gestione dell’attività lavorativa. Lo smartworking ha portato ad adottare un nuovo stile di vita: i lavoratori trascorrono molto più tempo a casa e il risparmio relativo alle spese energetiche è diventato una priorità. Acea Energia mette a disposizione numerose offerte luce e gas grazie alle quali è possibile poter scegliere la soluzione più adatta in base alle proprie abitudini di consumo e stile di vita.