Smartworking per alcuni e qualificati settori, la presenza del lavoratore fa ancora differenza – BergamoNews.it

Nell’analisi di Confindustria Bergamo il lavoro reso fuori dalle mura d’azienda è indicato come da remoto; in effetti, laddove non si creano le condizioni per lavorare secondo tempi e modi liberi e flessibili è corretto definirlo così: lavoro da remoto o, anche, telelavoro.

In poche parole: sei a casa, davanti al pc e con il medesimo orario che osserveresti in presenza. Punto. Si gode del tempo – e del denaro – risparmiato per gli spostamenti casa-ufficio ma il tutto finisce qui. Smartworking, invece, è quella forma di organizzazione del lavoro che permette di decidere, pur entro certi limiti, orari e luoghi per svolgere i propri doveri professionali, valutati a seconda del raggiungimento di obiettivi e risultati.

Secondo i dati dell’Osservatorio di Confindustria Bergamo, nella nostra provincia – sempre considerando il campione dell’indagine – il 61% delle imprese lavora prevalentemente o esclusivamente in presenza e, se lo sguardo si sposta sui dipendenti (tenendo presente che non tutte le funzioni sono “smartizzabili” e cioè non tutti i lavori si possono fare da remoto), quelli smart sono il 12% rispetto all’88% dei presenti in azienda. Quasi 9 lavoratori su 10 lavorano in presenza.

smartworking confindustria bergamo
smartworking confindustria bergamo
smartworking confindustria bergamo

I dipendenti che lavorano da remoto si occupano di: amministrazione e finanza (57%), vendite (39%), acquisti (31%) e marketing e comunicazione (22%). La produzione, va da sé, chiude la classifica con il 3%.

Chi è “smart”, in prevalenza, lavora o presso una micro impresa (23% o in una grande impresa 16%: la flessibilità è patrimonio dei piccoli e dei grandi insieme. Interessante.

In remoto si lavora prevalentemente in alcuni settori (vedi infografica top 5) mentre siamo allo zero virgola nei settori: legno e mobili, alimentari e bevande, carta e stampa.

smartworking confindustria bergamo

La valutazione del lavoro da remoto, dei risultati e delle performance dei lavoratori agili non sono ancora una priorità per oltre l’82% delle imprese. Solo il 17%, stando ai dati, – di cui il 20% sono micro e il 21% medie imprese – ha introdotto nuovi criteri di valutazione dell’esperienza e dei lavoratori.

smartworking confindustria bergamo