I rischi dello smartworking – Il Friuli

Il terzo appuntamento dei seminari web “Progettiamo il Futuro”, organizzati dalla testata Il Friuli in collaborazione con l’Associazione dei consulenti di management del Friuli-Venezia Giulia (Arcom), ha toccato il tema dello smartworking, con l’intervento dell’esperto Rudi Vittori (nella foto).

“La pandemia che stiamo vivendo – ha spiegato – sta modificando radicalmente il modello organizzativo delle aziende ed è molto probabile che i cambiamenti che ci sono stati in questo periodo, saranno destinati a rimanere anche in futuro. L’emergenza ha accelerato un processo che era già in attesa, ma che le aziende, anche quelle più grandi e strutturate, non stavano ancora applicando.

Lo smartworking molto spesso viene descritto come un sistema di organizzazione che riesce a coniugare al meglio la sfera lavorativa con quella privata, con il vantaggio evidente di una maggiore vicinanza alla famiglia e il risparmio sugli spostamenti casa lavoro. Purtroppo, però, contrariamente a quanto potremmo aspettarci, lavorare a distanza porta livelli di stress più elevati che recarsi a lavorare in ufficio.

Le problematiche sono legate a diversi fattori, il primo dei quali, paradossalmente, è l’assenza di un orario di lavoro. Se si pensa che il lavoro a distanza presenti il vantaggio di potersi ritagliare un proprio spazio temporale all’interno della giornata, nella realtà, lo smartworker non stacca mai. Le e-mail vengono lette a tutte le ore e in qualsiasi giornata. Ci sono videoconferenze in ogni momento del giorno e il weekend non esiste più come momento di distacco, perché non si riesce a distinguerlo dalle altre giornate lavorative.

Inoltre, in un team virtuale, manca completamente la parte non verbale della comunicazione e le relazioni possono incrinarsi. Le e-mail possono essere interpretate erroneamente come maleducate o troppo dirette e, senza un linguaggio del corpo visibile, è difficile comunicare veri intendimenti.

La sfida – conclude Vittori – sarà sicuramente quella di riuscire a mantenere un equilibrio dinamico e soddisfacente del proprio tempo, evitando quel costante antagonismo tra i diversi ambiti della vita, principalmente tra il lavoro e la famiglia. Di riuscire a godere, in modo consapevole, di tutti gli aspetti fondamentali dell’esistenza.

Cambiando completamente il paradigma del lavoro, passando dal lavorare a orario, al lavorare per obiettivi, sarà necessaria una crescita culturale sia da parte delle aziende che dei lavoratori, che però potrà portare ad un miglioramento della qualità della vita, che avrà come risultato un aumento della motivazione e un miglioramento della produttività”.

Il prossimo appuntamento è previsto martedì 23 febbraio sempre alle 18.30 sul tema “Turismo e cultura: come dare valore al nostro territorio” a cura di Lara Citon.