Auto e connettività: Con Ford Kuga lo smartworking si fa all’aperto. Il video – Motorbox

SMARTWORKING? NO PROBLEM… Alla sua terza generazione, dopo mild e plug-in hybrid, la Ford Kuga debutta anche nella versione full-hybrid con il motore 2,5 benzina aiutato da quello elettrico. Quindi, niente presa di corrente per fare un po’ di strada a zero emissioni, la Kuga fa tutto da sé… Ma quello che il SUV di Ford oggi può garantire è anche una totale connessione con il web, con la quale si possono sfruttare i servizi online di Ford Pass Connect per gestire la macchina e avere accesso a internet, per esempio, per lavorare con un perfetto smartworking 2.0. L’idea è stuzzicante: anziché passare una giornata in redazione, si può mettere alla prova il sistema infotainment del SUV. Ci sono un computer portatile, il cellulare, la scrivania, la Kuga è superconnessa… Si carica tutto in macchina e la prova di questa Ford la scriviamo open air… Lo smartworking è l’ultima frontiera del lavoro!

Ford Kuga smartworking: con Sync3 e Ford Pass Connect la redazione è mobile

DIMENSIONI GIUSTE E LIBERTÀ DI MUOVERSIL’auto è lunga 4,6 metri e larga quasi uno e novanta, i sedili dietro sono scorrevoli e il bagagliaio passa da 475 a 1.530 litri reclinando gli schienali. Si può partire alla ricerca della location giusta per una giornata di lavoro… alternativa. In città la Kuga full hybrid se la cava bene: si parte in elettrico e si risparmia subito benzina, scatta veloce dal semaforo, sospensioni e sterzo aiutano sul pavé e in manovra. Con il sistema Co-Pilot gli ADAS danno una mano nel traffico grazie alle telecamere davanti e dietro, alla frenata automatica di emergenza, al riconoscimento pedoni e ciclisti, al parcheggio assistito. E poi, si arriva in centro passando per la ZTL grazie al motore ibrido che dà libertà in caso di limitazioni alla circolazione.

Ford Kuga smartworking: il ponte di comando del SUV

SISTEMA DI CONNESSIONE SUPER EFFICIENTELo smartworking può iniziare poiché con l’infotainment Sync3, quello più evoluto di Ford, ci sono la connessione web, le prese USB e la ricarica wireless per lo smartphone: così non si perde neppure una mail o una chiamata. Di fatto troviamo l’ufficio anche in macchina e la Kuga ha un abitacolo davvero spazioso, si sta comodi in cinque, e quanto a comfort ci sono tanti gadget come i sedili riscaldabili. E sempre grazie a Ford Pass Connect e l’applicazione Ford Pass, ci sono a portata di mano informazioni live per organizzare un viaggio e gestire da remoto la Kuga.

Ford Kuga smartworking: niente problemi nel fuoristrada leggero

BUONE PRESTAZIONI E RIDOTTI CONSUMIIl quattro cilindri 2,5 litri da 190 CV complessivi è abbinato a un cambio a variazione continua CVT, che però può simulare i passaggi marcia per attenuare il fastidioso effetto di trascinamento tipico di questo genere di cambi. Buoni i consumi di benzina: il computer ha registrato in città un valore di 6,9 litri/100 km e appena fuori dal traffico si scende ancora, fino a 5 litri/100 km. Il motore elettrico ha 30 kW/40,8 CV con una batteria da 1,1 kWh e si avverte l’aiuto quando sto guidando. Niente male: prestazioni, comfort e risparmio, un bel tris d’assi per la Kuga Hybrid. Il SUV è abbastanza svelto nel traffico, tuttavia il baricentro alto e il peso di oltre 1.700 kg lo penalizzano un po’ quando si cerca agilità fra le curve… Con i Drive Mode Eco, Normal e Sport si può scegliere lo stile di guida preferito e la Kuga asseconda senza scomporsi più di tanto, poi troviamo altri due profili dedicati all’ off-road: Bassa Aderenza e Neve/Sabbia Profonda, poiché questa ha la trazione integrale.

Ford Kuga smartworking: dietro le quinte in una location ''bucolica''

SICUREZZA PRIMA DI TUTTODi quest’auto piacciono anche gli interni curati e lo stile moderno, con un design sportivo ed equilibrato, ma qui di moderno troviamo ancora gli ADAS. Il Co-Pilot funziona molto bene anche fuori città. C’è il cruise control adattivo, ma anche il monitoraggio dell’angolo cieco e il mantenimento attivo della carreggiata, insomma un pacchetto davvero completo per la guida assistita di livello 2. Fuori dal traffico la Kuga si è rivelata confortevole e ben bilanciata nelle prestazioni. E in quanto al prezzo? La versione ST Line X AWD costa 39.750 euro, ma questa monta tanti optional, che la portano a 46.150 euro escluse promozioni ed eventuali ecoincentivi statali. Per lo smartworking, invece, nessun sovrapprezzo.

SCHEDA TECNICA FORD KUGA HYBRID ST LINE X AWD

  • Motore: full hybrid a benzina 4 cilindri 2,5 litri da 190 CV
  • Motore elettrico: da 30 kW/40,8 CV e batteria da 1,1 kWh
  • Dimensioni: 4,62×1,88×1,68 metri
  • Bagagliaio: 475-645/1.530 litri

SYNC 3 CON FORD PASS CONNECT

Sistema infotainment SYNC 3 con comandi vocali e Bluetooth. Compatibilità Apple CarPlay e AndroidAuto.Sistema di connettività FordPass Connect e app FordPass. Hotspot Wi-Fi integrato 4G LTE. 4 porte USB, ricarica wireless smartphone

Si ringrazia:

Cascina Battivacco, Oasi Cà Granda

www.cascinabattivacco.it


TAGS: fordford kugaford passford kuga smartworkingsync3ford pass connect

Come sfondare online: 5 modi per diventare ricchi! – Trend-online.com

Con l’arrivo dell’emergenza pandemica, i cosiddetti lavori tradizionali hanno subito un crollo improvviso. Di conseguenza, numerose categorie di persone si sono posti una domanda all’apparenza piuttosto basilare: come è possibileguadagnare online nel 2021? Considerando la tematica di cui si sta parlando, una domanda simile è all’apparenza fin troppo generica, e una domanda generica non farebbe altro che far scaturire altrettante risposte generiche.

Tuttavia, esistono dei veri e propri metodi che consentono di guadagnare online. O per meglio dire, delle professioni svolgibili tramite posizione remota, ovviamente dotandosi di un’efficace connessione a internet. Il concetto predominante dello smartworking, non ha fatto altro che alimentare all’interno delle persone il desiderio di capire come poter guadagnare online. Partendo con ordine, è necessario fornire una definizione di smartworking:

smartworking (smart working), loc. s.le m. inv. Flessibilità prevista dalla legge all’interno di un rapporto di lavoro subordinato, finalizzata a incrementare la produttività e a facilitare il lavoratore nelle sue esigenze personali. La definizione da dizionario di questa parola, riassume perfettamente lo scopo della pratica esposta: lavorare in maniera flessibile col fine di incrementare la produttività.

Guadagnare online: ecco gli 8 metodi per poter guadagnare

Tra le tante metodologie che comprendono il vasto mondo del guadagnare online, una delle più ricorrenti è sicuramente quella del lavoro digitale. Oggi più che mai, le professioni digitali sono una caratteristica molto richiesta, considerando soprattutto un numero sempre più in crescita di aziende in fase di digitalizzazione. Da una simile categoria, si aprono altre cinque categorie principali, che riguardano a loro volta le seguenti professioni:

  • Social media manager
  • Copywriter
  • Graphic designer
  • Web developer
  • Ecommerce manager

Partendo con ordine, si può intuire come le professioni citate siano tutte quante differenti tra loro. Nonostante questa distanza nel ruolo e nelle mansioni, tutti gli otto mestieri citati sono di fatto accomunati da un unico elemento: il settore digitale. Queste professioni, infatti, possono essere tranquillamente svolgibili tramite posizione remota, con il solo ausilio di apparecchiature digitali adeguate. Non sono professioni emergenti, considerando che in altri contesti lavorativi sono sempre state una costanza fissa. Ma è bene sottolineare che il mercato italiano attuale, secondo alcune indagini, richieda fortemente le figure citate.

Un recente studio di mercato presentato dalla Corte dei Conti UE, ha rivelato che l’Italia si trova attualmente tra gli ultimi posti in Europa, per quanto riguarda il processo evolutivo delle competenze digitali: oltre la metà della popolazione non possiede competenze adeguate in ambito digitale. E’ anche da dati simili, dunque, che provengono domande continue su come guadagnare online, pure e “semplici” esigenze di mercato.

Guadagnare online come social media manager: cosa fa e quanto guadagna

La figura del social media manager, è una delle più gettonate per quanto riguarda i modi di guadagnare online. Nello specifico, il social media manager agisce nella seguente maniera: da definizione, cura la presenza di aziende e liberi professionisti sui social network. L’elemento che differenzia questa figura da tanti altri ruoli più trasversali, è il pensiero strategico. Alla base di una crescita sui social media, ci deve sempre essere una strategia di base da seguire in maniera ferrea. I contenuti che va a creare il professionista, del resto, vengono anticipati da un’attenta fase di studio, che può riguardare il tono di voce utilizzato così come il target a cui ci si rivolge.

Le prospettive di guadagno del social media manager, variano in base alla realtà professionale alla quale si fa riferimento: il mercato italiano, ad oggi, arriva a offrire a determinate figure circa 25.000 euro all’anno.

Per quanto riguarda i profili dotati di meno esperienza, si parla di 6.750 euro annuali. Bisogna comunque considerare l’aspetto relativo alla propria posizione, che non sempre vincola il professionista a lavorare per un solo cliente. Talvolta, i ruoli citati ricoprono anche le vesti del libero professionista, con una serie di vantaggi economici non indifferenti.

La particolarità di un simile ruolo, sta soprattutto nell’assoluta flessibilità che consente. Salvo casi di situazioni da dipendente in una vera e propria agenzia, un social media manager che agisce come libero professionista non necessariamente presenta dei vincoli riguardanti gli orari di lavoro.

Guadagnare online come copywriter: cosa fa e quanto guadagna

Guadagnare online come copywriter, a seconda del contesto, è una situazione altamente profittevole. Considerando il modo in cui la comunicazione orientata alla vendita sta prendendo piede, il ruolo del copywriter è un ruolo che acquisisce un’importanza sempre maggiore, in determinate strategie di comunicazione persuasiva (e orientata alla vendita). Nello specifico, il ruolo in questione si occupa di aiutare aziende e professionisti a comunicare al meglio con l’utilizzo delle parole. Figura perlopiù adatta a contesti pubblicitari, il copywriter è determinante in fasi particolari di persuasione e conseguente processo di vendita.

Un copywriter junior, arriva a guadagnare 1.120 euro mensili, passando per oltre 2.000 euro al mese se si parla di figure un po’ più autorevoli. Così come per tutte le professioni che verranno approfondite, anche questo mestiere consente di poter lavorare tramite posizione remota, ponendo come obbligatorio il requisito fondamentale di una connessione a internet.

Guadagnare online come graphic designer:; cosa fa e quanto guadagna

Guadagnare online come graphic designer, richiede delle eccellenti doti. Sia creative che tecniche. Il suo campo principale è la creatività, e la sua missione principale è quella di dare una forma visiva a tutto ciò che viene comunicato. In poche parole, trasformare il messaggio in arte, in visione e in grafica.

Questo tipo di mestiere, può essere concepito come una rivisitazione moderna del ruolo del grafico, con conseguenti tecniche adattate ai tempi odierni. Spesso e volentieri, la figura citata viene confusa erroneamente con quella del web designer, che invece si occupa di progettare stile e contenuti delle pagine web, facendo sì che esse risultino accattivanti e godibili dall’utenza.

Lo stipendio del graphic designer, si aggira intorno a 23.250 euro all’anno, con una cifra di 6.000 euro annuali per le figure di minore esperienza. Nonostante i dati riportati siano attendibili a più riprese, è bene tenere conto che non siano delle cifre fisse. Pertanto, la retribuzione di questi mestieri potrebbe variare a seconda dell’azienda o del contesto lavorativo a cui ci si rivolge.

Guadagnare online come web developer: cosa fa e quanto guadagna

Il web developer, nel campo del guadagnare online, corrisponde ad uno dei ruoli più tecnici tra quelli citati finora. Lo sviluppatore web, nello specifico, si occupa di sviluppare siti e applicazioni web, adoperando il codice di sorgente della programmazione, passando per aspetti ancora più tecnici riguardanti il sito web in questione.

E’ una figura molto importante per tantissime aziende, dato che le applicazioni web sono un fattore di enorme gradimento nelle abitudini della propria utenza. Inoltre, una progettazione accurata permette alla clientela di vivere delle esperienze di acquisto sempre più confortevoli.

Il suo stipendio, corrisponde a circa 31.000 euro lordi all’anno. Naturalmente, la retribuzione per le figure junior corrisponde per forza di cose a una cifra di minore portata.

Guadagnare online come e-commerce manager: cosa fa e quanto guadagna

Ultimo ma non per importanza, l’e-commerce manager. Il concetto del guadagno online, nell’ultimo periodo, è stato un trend in forte crescita. Il conseguente emergere di determinate professioni, ha poi cambiato ulteriormente il mercato, arrivando a far sì che determinate figure fossero indispensabili in una situazione simile. Nel corso del primo lockdown, sempre più persone hanno acquistato online. Questo modo di acquisto, ha spinto numerose aziende a concentrare le loro vendite online. Da qui nasce la figura dell’e-commerce manager:

L’e-commerce manager, si occupa di scegliere le piattaforme più adatte per la vendita, gestire le campagne promozionali apposite e valutare con l’ausilio di dati ben precisi, gli obiettivi di vendita con il loro effettivo raggiungimento. Sostanzialmente, il ruolo dell’e-commerce manager è necessario per incrementare in modo efficace il fatturato delle vendite online.

Le prospettive di guadagno di questo ruolo, sono particolarmente interessanti. Una figura senior, può addirittura arrivare a percepire ben 100.000 euro all’anno, a seconda del contesto aziendale. Per le figure junior, la retribuzione non è comunque bassa, considerando i 20.000/30.000 euro annuali che queste figure arrivano a percepire. I mestieri citati, sono solamente una piccola parte di tutti gli altri ruoli esistenti in ambito digital.

Come detto in precedenza, tutti questi mestieri sono svolgibili online tramite appositi strumenti, il che rende assolutamente possibile la via di guadagno online. In un mercato che procede sempre di più verso alti margini, professioni simili sono una richiesta costante di tantissime aziende, e la scarsa competenza digitale dei cittadini italiani rende questi mestieri come una chance sulla quale puntare quasi obbligatoriamente.

La maggior parte dei metodi di guadagno online che vengono proposti quotidianamente, non sempre tengono conto di situazioni così determinanti. La scelta di una professione che invece prenderà piede in maniera sempre maggiore nel corso degli anni, si rivela sempre ottimale e priva di ogni minimo errore. Ovviamente, il tutto deve essere affiancato da una profonda fase di formazione, formazione che viene rilasciata da numerosi enti competenti in materia. Oltre alla formazione universitaria, infatti, esistono tanti percorsi formativi altrettanto validi e attendibili.

Cambio di residenza, Pesaro e Aprilia i comuni che attirano di più: anche per motivi di lavoro – Il Messaggero

Cambio di residenza, Pesaro e Aprilia i comuni che attirano di più: anche per motivi di lavoro

Alcune persone si spostano nelle seconde case, mentre altre hanno deciso di rimanerci. Tra i comuni italiani che hanno visto più cambi di residenza, cinque su dieci sono dell’Emilia Romagna. Perché sono così attrattivi? Uno dei motivi è sicuramente lo smartworking, che ha dato la possibilità a diverse persone di lavorare da remoto. Ma non è l’unico. Ci sono anche ragioni legate al territorio, alla famiglia, ma anche ad opportunità lavorative: come nel caso di Aprilia.

Aprilia il secondo comune più attrattivo

Sono 539 i nuovi cittadini di Aprilia. Non pochi per un comune che conta meno di 65.000mila abitanti. Un “neo-apriliano” su 6 nel 2020 si è trasferito da Roma, mentre un altro su 6 dall’estero. Quale la spiegazione? Non tanto le tre stazioni ferroviarie, quanto il polo farmaceutico che vanta uno dei tre stabilimenti produttivi italiani di Pfizer: importanti per la produzione del vaccino. Così Aprilia risulta il secondo comune italiano più attrattivo. Ma come viene calcolato il tasso di attrattività?

La mappa dei comuni più attrattivi

Sulla base del saldo tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche in rapporto alla popolazione residente, il Sole24ore ha individuato il tasso di attrattività. Che è stato calcolato nel periodo tra ottobre 2019 e ottobre 2020, sulla base dell’elaborazione dei Bilanci demografici mensili di Istat.

Questa la classifica tra i comuni con oltre 65mila abitanti:

  1. Pesaro
  2. Aprilia
  3. Lucca
  4. Carpi
  5. Parma
  6. Trento

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Smart working, Brunetta: “Punto cruciale della nuova contrattazione” – CorCom

Il Pola deve inoltre definire le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi, nonché della qualità dei servizi erogati, anche coinvolgendo i cittadini, sia individualmente, sia nelle loro forme associative.

In caso di mancata adozione del Pola, lo smart working si applica almeno al 30% dei dipendenti, ove lo richiedano. E’ istituito presso la Presidenza del Consiglio un osservatorio del funzionamento e dell’organizzazione dello smartworking nel settore pubblico, col compito di monitorare e promuovere l’efficienza del funzionamento del lavoro agile.

L’Osservatorio nazionale del lavoro agile

L’ex ministra della Funzione Pubblica Fabiana Dadone ha nominato i componenti dell’Osservatorio nazionale del lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni e i membri della Commissione tecnica a supporto dell’Osservatorio. Secondo quanto stabilito dall’articolo 263 della legge di conversione del Decreto Rilancio il mandato dei componenti dell’osservatorio avrà durata triennale ed è rinnovabile una sola volta. La partecipazione è a titolo gratuito, e non sono previsti emolumenti, compensi, indennità o rimborsi di spese.

Nel gruppo degli esperti sono stati nominati nell’osservatorio Mariano Corso, professore ordinario di Leadership and innovation, cofondatore e membro del comitato scientifico degli osservatori innovazione digitale della School of Management del Politecnico di Milano, Domenico De Masi, professore emerito di Sociologia del lavoro dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel – Assotelecomunicazioni, Anna Maria Ponzellini, esperta in attività di consulenza, formazione e ricerca per aziende ed enti pubblici nell’area della innovazione tecnica e organizzativa e della gestione delle risorse umane, nella valutazione delle politiche, nella ricerca socio-economica,Giovanni Lo Storto, direttore generale dell’Università degli Studi Luiss Guido Carli di Roma, Antonio Naddeo, Presidente dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, Luca Giuseppe Rigoni, direttore di Assinter Italia – Associazione società regionali per l’innovazione tecnologica nelle regioni, Francesco Verbaro, general advisor dell’Adepp – Associazione Casse di Previdenza professionisti italiani, Presidente di Formatemp – Ente bilaterale della formazione lavoratori somministrati, e Pompeo Savarino, segretario generale di Comune.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
18 Febbraio

Collaboration e smart working nel 2021:come rispondere alle esigenze di aziende e dipendenti

Argomenti del webinar
collaboration
Smart WorkingIl webcast è disponibileGUARDA
white paper

Aziende a prova di futuro nell’era del lavoro a distanza: come garantire flessibilità, sicurezza e conformità

17 Nov 2020
Argomenti del whitepaper
remote working
smart working
VPNScaricalo gratis!DOWNLOAD
Argomenti trattati
PersonaggiRrenato brunetta
ApprofondimentiPpolaSSmart Working
Articoli correlatiINNOVAZIONE

Smart working, Dadone: “Nella PA serve accordo quadro tempestivo”

11 Feb 2021
IL PROVVEDIMENTO

Smart working nella PA, prorogata al 30 aprile la procedura semplificata

28 Gen 2021
IL CASO

Smart working nella PA, scontro Dadone-sindacati

22 Dic 2020
IL PROVVEDIMENTO

Smart working nella PA, Dadone: “A breve il decreto per la messa a regime”

11 Nov 2020

Dal 6 al 13 marzo Coop vende assorbenti come se avessero Iva al 4% – Quotidiano Piemontese

Secondo il Global Gender Gap Index sui temi dell’equità di genere il nostro Paese figura al 76esimo posto tra i 153 censiti e al 17esimo sui 20 dell’Europa Occidentale (peggio di noi solo Grecia, Malta e Cipro). La pandemia ha solo aggravato una situazione già di per sé non invidiabile. L’ultimo dato Istat riferisce che dei 101.000 posti di lavoro persi a dicembre scorso 99.000 erano femminili e lo stesso smartworking visto dal lato delle donne ha in molti casi contribuito ad aumentare il loro carico di lavoro. Non è certo un caso se la parità di genere figura tra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 Onu per assicurare al Pianeta uno sviluppo sostenibile.

Coop, che è un grande datore di lavoro femminile (il 70% dei suoi 55.000 dipendenti è donna), oltre che una organizzazione di soci dove sono donne più della metà dei soci attivi sui territori, ha deciso di dar vita a “Close the Gap- riduciamo le differenze”, una campagna fatta di azioni e impegni concreti, avviando progetti interni, coinvolgendo i fornitori di prodotto a marchio e lanciando una call to action a vantaggio di soci e consumatori. Nessuna pretesa di risolvere un problema che necessita di molti diversi interventi e che non può essere solo affidato alle singole imprese, ma è la volontà di fare la propria parte che anima Coop.

“Vogliamo percorrere con maggiore decisione la strada a favore di una cultura della diversità e dell’inclusione, con l’idea di darci obiettivi non di facciata – spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italia e Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) – Coop è molto sensibile al tema, il principio dell’integrazione e dell’eguaglianza è parte costitutiva dell’essere cooperativa. I dati in nostro possesso fotografano una situazione migliore della media per quanto attiene ad esempio la composizione dei nostri consigli di amministrazione (oltre il 44% è donna) o la presenza di donne nei ruoli direttivi sul totale degli occupati (oltre il 32%). Inoltre tutte le nostre cooperative contemplano nei contratti integrativi la presenza di Commissioni Pari Opportunità e la presenza di donne è al 50% tra chi frequenta i corsi formazione finalizzati ai posti di responsabilità. In molti punti della nostra rete vendita infine ci affidiamo a personale composto unicamente da donne; nei ruoli di caponegozio e capireparto ci attestiamo su un 43% di presenza femminile. Ma vogliamo fare di più e rendicontarlo, cercando di agire con più determinazione sul versante della leadership femminile che è un importante punto di arrivo anche per noi”.

E in previsione dell’8 marzo si è voluto partire da un atto simbolico ma concreto, rilanciando la petizione “Stop Tampon Tax! Il ciclo non è un lusso” sulla piattaforma Change.org promossa dall’associazione “Onde Rosa” per tagliare l’Iva sugli assorbenti e contemporaneamente dal 6 al 13 marzo tutti gli assorbenti a scaffale saranno venduti con l’aliquota ridotta dell’Iva dal 22 al 4%, ovvero il traguardo a cui tende la petizione. Mentre gli assorbenti della linea “Vivi Verde Coop”, già con aliquota ridotta perché compostabili, saranno “vestiti” in confezioni ad hoc che invitano a firmare la petizione.

“La disuguaglianza è generata in primo luogo da elementi strutturali, come per esempio la scarsa rappresentanza di genere che non trasferisce modelli e quindi aspirazioni per le giovani donne, ma inizia anche dalle piccole differenze – dice Maura Latini, AD Coop Italia – come quella che si riscontra tra la tassazione dei prodotti di igiene e cura: gli assorbenti femminili, bene tutt’altro che di lusso, subiscono un’Iva del 22%, al pari di articoli di abbigliamento, sigarette, vino, che non sono considerati di prima necessità. Quella dell’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti non è solo una questione economica, di puro risparmio, ma anche culturale. La scelta di tassare come bene di lusso un assorbente è prima di tutto un errore di valutazione e un messaggio sbagliato, che si traduce in una discriminazione concreta contro la quale vogliamo contribuire ad attivare l’attenzione di donne e uomini. Per questo abbiamo raccolto il messaggio lanciato dalle giovani donne dell’associazione “Onde Rosa” che hanno sollevato il problema; mettiamo a disposizione i nostri punti vendita e la volontà e l’impegno dei nostri soci e dipendenti per segnalare il valore della richiesta, chiedendo che il tema entri nell’agenda pubblica”.

“La campagna di “Close The Gap” rappresenta un passo importante per la storia del “ciclo non è un lusso” – proseguono da Onde Rosa – Quando abbiamo lanciato la petizione eravamo un gruppo di ragazze che cercava di far sentire la propria voce su qualcosa che ci riguardava da vicino e percepivamo come un’ingiustizia. Mai ci saremmo aspettate quello che è successo dopo: ad oggi sono infatti circa 500 mila le persone che hanno firmato su Change.org per dire no alla Tampon Tax e unirsi alla nostra voce. Numeri importanti che ci spingono a continuare a presidiare il tema. L’impegno politico, l’attivismo, le petizioni e le iniziative come queste hanno un obiettivo: portare un cambiamento, grande o piccolo che sia, nella vita delle persone. L’attenzione di Coop nei confronti di questa tematica e il nostro coinvolgimento in “Close The Gap” sono per noi la conferma che stiamo andando nella direzione giusta: l’auspicio è che tutte queste azioni adesso si tramutino in un risultato concreto per le donne. La Tampon Tax è una discriminazione concreta ed è il momento di dire basta”.

Nella legge di bilancio del 2019 infatti l’aliquota sul tartufo è stata ridotta dal 10% al 5% mentre il taglio dell’imposta al 5% è stato applicato dalla legge di bilancio del 2020 solo agli assorbenti compostabili e lavabili come appunto i “Vivi Verde”, tipologia di prodotti di nicchia, ma è rimasta lettera morta per la totalità degli assorbenti di largo consumo. Intanto Francia, Inghilterra, Belgio e Olanda hanno già ridotto l’aliquota, Canada, Irlanda e l’India l’hanno abolita e la Scozia, per prima, fornirà gratuitamente gli assorbenti alle sue cittadine.

L’azione di Coop tra l’altro, benchè limitata, agisce su un segmento di mercato molto presidiato dalla grande distribuzione dove si concentra la gran parte delle vendite di assorbenti femminili; sono infatti in un anno circa 3,9 miliardi gli assorbenti venduti di cui 270 milioni in Coop. In termini di fatturato ciò si traduce in 400 milioni di euro di cui 72 sono Iva.

I cantieri di lavoro avviati nella campagna “Close the Gap” sono sia esterni che interni. Tra i secondi anche la messa a punto presso il centro di formazione delle cooperative di consumatori “Scuola Coop” di un percorso specifico per migliorare consapevolezza e informazione, a partire dai gruppi dirigenti per allargare la formazione per la prima volta a quei fornitori del prodotto Coop e dei territori dove operano le cooperative che volontariamente volessero aderire. Gli stessi fornitori che sempre in una logica di coinvolgimento e di sensibilizzazione sul tema saranno i destinatari di un Premio annuale (la prima edizione sarà a marzo 2022) che nelle intenzioni di Coop dovrebbe essere un incentivo a varare o a migliorare le buone prassi in ambito di equità della remunerazione e delle condizioni di lavoro delle donne. Il Premio sarà anticipato il prossimo 29 marzo dall’assegnazione di un primo riconoscimento a alcune imprese fornitrici che già si sono distinte in questo specifico ambito.

Goldman Sachs: finito smartworking, entro l’estate si torna in ufficio – Wall Street Italia

Goldman Sachs: fine dello smartworking, entro l’estate si torna in ufficio

Quando il numero uno di un’azienda definisce bolla qualcosa come “non ideale” può significare due cose: “non la migliore soluzione teorica, ma possiamo conviverci”, oppure “non intendo tollerarlo un solo secondo in più di quanto sia assolutamente necessario”.

David Solomon, ceo di Goldman Sachs, sembra essere tra coloro che usa questa espressione come un eufemismo, quando parla dello smartworking. Per chiunque non abbia ricevuto il messaggio, Solomon ha anche descritto il lavoro da casa come “un’aberrazione” e “non una nuova normalità”.

Goldman Sachs, verso un ritorno alla normalità in estate

Per i banchieri di Goldman Sachs che stanno godendo dell’assenza di un pendolarismo e dell’opportunità di trascorrere più tempo a letto, questa è una brutta notizia.

Nel 2020, Goldman ha raggiunto in media una percentuale di presenza dei dipendenti degli uffici a New York e Londra intorno al 25%, ma i nuovi picchi del virus l’hanno spinto verso il basso più vicino al 10%, e finora, il lancio dei programmi di vaccinazione non è stato abbastanza veloce da fare la differenza.

Tuttavia, Solomon è concentrato sulla prospettiva della riapertura estiva. Covid permettendo, il numero uno della banca Usa dice che non ci sarà un altro programma di tirocinio virtuale e che la classe di analisti del 2021 sarà farà il proprio ingresso a Wall Street “dalla scrivania del proprio ufficio”.

“Sempre più attività sono svolte in digitale, ma io sono un convinto sostenitore dell’importanza delle connessioni in un lavoro come il nostro” ha detto Solomon. “Non penso che, una volta usciti dalla pandemia, il modo in cui operiamo sarà differente rispetto al passato”.

Dimon (Jp Morgan): “non si impara molto stando seduti a casa”

Quello del lavoro da casa in un’istituzione finanziaria come una banca è un tema molto dibattuto dai banchieri senior, soprattutto negli Stati Uniti.

Anche Jamie Dimon, ceo di Jp Morgan, sembra condividere le idee di Solomon. La sua idea è idea è che per le new entry, l’attività bancaria vada appresa sul campo lavorando gomito a gomito con più senior: “Non si impara molto, stando seduti a casa”.

Pari opportunità, un piano per dare vita a azioni positive – Gazzetta di Modena

MARANELLO. All’interno della macchina comunale maranellese, la presenza delle donne è rilevante: basti pensare che, dal punto di vista del personale, il 70 per cento dei dipendenti del Comune sono donne. Settantuno, su un totale di centouno. E tutte al femminile sono le posizioni apicali (dirigenti). Per non parlare della giunta, dove quattro assessori su cinque sono donne. Ora, la giunta maranellese vuole arrivare alla piena realizzazione delle pari opportunità tra uomini e donne all’interno dell’amministrazione comunale: il primo passo è l’approvazione, nei giorni scorsi, di un piano di azioni positive che va proprio in questa direzione. Con tale piano sono state formalizzate le indicazioni previste dal documento che, per il triennio 2021-23, prevede una serie di azioni volte a valorizzare il benessere di chi lavora e contro le discriminazioni di genere. «Il tema della conciliazione tra vita e lavoro – sottolinea il sindaco Luigi Zironi – è oggi sempre più centrale e merita la nostra attenzione. Le azioni previste da questo piano si aggiungono a quanto come amministrazione comunale stiamo mettendo in campo per rafforzare l’equilibrio tra tempi di lavoro e vita privata». Molta attenzione è riservata quindi al tema della famiglia con, per esempio, azioni per il “buon rientro” dopo la maternità. Si pensa anche all’implementazione dello smartworking e della flessibilità oraria. L’attuazione del piano verrà monitorata costantemente lungo tutto il percorso; il tutto, si inserisce nel solco delle normative nazionali volte a favorire l’occupazione femminile e realizzare l’uguaglianza sostanziale di genere sui luoghi di lavoro. «Il piano delle azioni positive, – spiega Mariaelena Mililli, assessore con delega alle pari opportunità, – è uno strumento per alzare il livello del benessere lavorativo. Serve un approfondimento per ampliare e rendere vivo qualcosa che appare essere solo un atto normativo. È un’occasione che abbiamo intenzione di sfruttare per introdurre obiettivi più inclusivi e sfidanti per la nostra amministrazione». E quindi, come detto, temi centrali del piano, salute, maternità, ampliamento di smartworking e flessibilità oraria, ma anche formazione continua e aggiornamento del personale. Tutte azioni orientate a garantire pari opportunità non solo nell’accesso al lavoro, ma anche nella progressione di carriera, nella vita lavorativa, nella formazione professionale, contrastando, sempre, qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica e promuovendo all’interno dell’amministrazione la cultura di genere e il rispetto del principio di non discriminazione. —

Dynabook Satellite Pro C50-G, il notebook per smartworking e DAD – Notebook Italia

Dynabook amplia la gamma Satellite Pro C50 lanciando un nuovo modello che soddisferà le richieste di professionisti e studenti: Dynabook Satellite Pro C50-G da 15.6 pollici supporta processori dal Celeron al Core e sarà disponibile in Italia da marzo.


La serie di notebook Satellite Pro cresce facendo spazio al nuovo Dynabook Satellite Pro C50-G, un modello da 15.6 pollici che unisce prestazioni e design elegante, in un prezzo competitivo. L’azienda non ha ancora rilasciato dettagli specifici per il mercato italiano, ma ha assicurato che il computer portatile sarà disponibile a partire da marzo.

Indicato sia per il professionista che per lo studente, Satellite Pro C50-G sfoggia un telaio colore blu scuro che ben si adatta all’ambiente lavorativo e alla casa moderna, trattato con un rivestimento antibatterico che limita la formazione di batteri potenzialmente pericolosi fino al 99,9%. Sarà dotato di processori Intel Core e Celeron di 10a generazione, con massimo 16GB di RAM DDR4 e fino a 512GB su drive SSD che potranno garantire prestazioni di alto livello. L’ampio schermo antiriflesso da 15.6 pollici, invece, sarà disponibile con risoluzione HD (1366 x 768 pixel) o Full HD (1920 x 1080 pixel) e permetterà alla tastiera di integrare un tastierino numerico ed un comodo touchpad.

Dynabook Satellite Pro C50-G

Con uno spessore di appena 19.7 mm, Satellite Pro C50-G pesa solo 1.8kg inclusa la batteria, che dovrebbe offrire fino a 13.5 ore di autonomia, quindi più un’intera giornata lavorativa. Non manca WiFi 802.11ac e Bluetooth, oltre ad un buon corredo di interfacce: una USB Type-C multifunzionale per caricare, visualizzare, collegare e trasferire, due porte USB 3.1 Type-A, una HDMI full-size e una porta Gigabit-LAN. Inoltre, è disponibile uno slot per schede Micro SD per soddisfare ulteriori esigenze di archiviazione ed anche un SecurePad opzionale con lettore di impronte digitali.

Con le circostanze attuale che richiedono smart working e didattica a distanza, il Satellite Pro C50-G offre tutti gli strumenti per rimanere connessi con colleghi e clienti. Il notebook è, infatti, dotato di webcam HD, altoparlanti stereo e microfono integrato compatibile con Cortana. Uno slot per microfono/cuffie o Bluetooth offre agli utenti la possibilità di collegare le cuffie.

Oggi la sicurezza dei dati una delle principali preoccupazioni per molte aziende e scolastici, per questo il nuovo C50-G è dotato di Trusted Platform Module 2.0 basato sul firmware (fTPM) che permette di crittografare le informazioni sul dispositivo e ridurre il rischio di manomissione dei dati. Insieme alle funzionalità di password utente e amministratore che bloccano gli accessi non autorizzati, il notebook agisce come prima linea di difesa contro i criminali informatici sempre più sofisticati. Inoltre, lo slot per il blocco Kensington opzionale dà agli utenti la tranquillità di sapere che il C50-G sarà esattamente dove l’hanno lasciato.

Dynabook Satellite Pro C50-G, il notebook per smartworking e DAD – notebookitalia.it

Dynabook amplia la gamma Satellite Pro C50 lanciando un nuovo modello che soddisferà le richieste di professionisti e studenti: Dynabook Satellite Pro C50-G da 15.6 pollici supporta processori dal Celeron al Core e sarà disponibile in Italia da marzo.


La serie di notebook Satellite Pro cresce facendo spazio al nuovo Dynabook Satellite Pro C50-G, un modello da 15.6 pollici che unisce prestazioni e design elegante, in un prezzo competitivo. L’azienda non ha ancora rilasciato dettagli specifici per il mercato italiano, ma ha assicurato che il computer portatile sarà disponibile a partire da marzo.

Indicato sia per il professionista che per lo studente, Satellite Pro C50-G sfoggia un telaio colore blu scuro che ben si adatta all’ambiente lavorativo e alla casa moderna, trattato con un rivestimento antibatterico che limita la formazione di batteri potenzialmente pericolosi fino al 99,9%. Sarà dotato di processori Intel Core e Celeron di 10a generazione, con massimo 16GB di RAM DDR4 e fino a 512GB su drive SSD che potranno garantire prestazioni di alto livello. L’ampio schermo antiriflesso da 15.6 pollici, invece, sarà disponibile con risoluzione HD (1366 x 768 pixel) o Full HD (1920 x 1080 pixel) e permetterà alla tastiera di integrare un tastierino numerico ed un comodo touchpad.

Dynabook Satellite Pro C50-G

Con uno spessore di appena 19.7 mm, Satellite Pro C50-G pesa solo 1.8kg inclusa la batteria, che dovrebbe offrire fino a 13.5 ore di autonomia, quindi più un’intera giornata lavorativa. Non manca WiFi 802.11ac e Bluetooth, oltre ad un buon corredo di interfacce: una USB Type-C multifunzionale per caricare, visualizzare, collegare e trasferire, due porte USB 3.1 Type-A, una HDMI full-size e una porta Gigabit-LAN. Inoltre, è disponibile uno slot per schede Micro SD per soddisfare ulteriori esigenze di archiviazione ed anche un SecurePad opzionale con lettore di impronte digitali.

Con le circostanze attuale che richiedono smart working e didattica a distanza, il Satellite Pro C50-G offre tutti gli strumenti per rimanere connessi con colleghi e clienti. Il notebook è, infatti, dotato di webcam HD, altoparlanti stereo e microfono integrato compatibile con Cortana. Uno slot per microfono/cuffie o Bluetooth offre agli utenti la possibilità di collegare le cuffie.

Oggi la sicurezza dei dati una delle principali preoccupazioni per molte aziende e scolastici, per questo il nuovo C50-G è dotato di Trusted Platform Module 2.0 basato sul firmware (fTPM) che permette di crittografare le informazioni sul dispositivo e ridurre il rischio di manomissione dei dati. Insieme alle funzionalità di password utente e amministratore che bloccano gli accessi non autorizzati, il notebook agisce come prima linea di difesa contro i criminali informatici sempre più sofisticati. Inoltre, lo slot per il blocco Kensington opzionale dà agli utenti la tranquillità di sapere che il C50-G sarà esattamente dove l’hanno lasciato.

Gioco, i sindacati annunciano la mobilitazione: non ci sono prospettive di riapertura – Il Messaggero

Gioco, i sindacati annunciano la mobilitazione: non ci sono prospettive di riapertura

«Sale Bingo, sale scommesse e Gaming Hall sono in sospensione e in regime di ammortizzatori sociali e non ci sono segnali positivi per il futuro». Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs annunciano la mobilitazione del settore del gioco, da mesi chiuso a causa delle restrizioni dovute alla pandemia.

Il 24 febbraio, si legge ina una nota della Filcams, si è riunito il Coordinamento unitario delle strutture e dei delegati del gioco legale. «Gli addetti della distribuzione specializzata del gioco, delle Sale Bingo, sale scommesse e Gaming Hall sono in sospensione e in regime di ammortizzatori sociali e non vi sono prospettive di riapertura – afferma il sindacato -. Il confronto tra le delegate e i delegati ha messo in luce tutte le difficoltà che vivono le lavoratrici e i lavoratori del settore, molti dei quali devono ancora ricevere gli ammortizzatori sociali dallo scorso anno, e il cui reddito è stato pesantemente colpito dal prolungato periodo di chiusura delle attività. Molte le preoccupazioni sul futuro: oltre che le chiusure disposte dai Dpcm emergenziali legati alla pandemia, pesano le normative regionali di limitazione dei luoghi del gioco nate in periodo pre-covid e che nel frattempo sono entrate in vigore, in un contesto del tutto mutato.

Video

«Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs nell’ultimo anno – continua l’organizzazione dei lavoratori – hanno tenuto alto il livello di confronto con le aziende e con le associazioni di rappresentanza del settore per individuare soluzioni condivise, producendo, tra l’altro, protocolli per il contrasto alla diffusione del coronavirus tra i più avanzati del terziario. Gli avvisi comuni sottoscritti con le controparti non hanno però portato alla giusta attenzione sul settore da parte dei decisori politici. Il coordinamento pertanto ha deciso di aprire una fase di mobilitazioni che ponga con forza al centro del dibattito sul gioco legale il tema del lavoro».

Fra gli obiettivi della mobilitazione ci sono: «far partire un confronto con tutte le istituzioni sulla riorganizzazione del settore scevra di pregiudizi ideologici che unisca i temi della salute pubblica con la tutela occupazionale e il contrasto più netto alle attività illegali; interrompere la discriminazione dei lavoratori del settore nel contesto delle misure contro la pandemia: i luoghi del gioco devono essere considerati per la loro effettiva rischiosità e devono poter riaprire nella stessa misura in cui lo possono fare altre attività a rischio equivalente, adottando tutte le misure per la difesa della salute dei lavoratori e delle lavoratrici, oltre che dei clienti; continuare il confronto con le imprese in ordine ai cambiamenti organizzativi conseguenti alla pandemia (smartworking, dimensionamento delle sale) con l’obiettivo di preservare i livelli occupazionali e per la costruzione di un sistema stabile di relazioni sindacali che punti alla qualità del lavoro e al riconoscimento delle professionalità nell’ambito della contrattazione sottoscritta dai sindacati confederali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA